Un oggetto che ci manca: Assunta Sarlo

 






C’era quella elegante, liscia, slanciata. Quella solida, affidabile, tedesca in una parola. Quella minuta e scintillante, da signora si sarebbe detto una volta. Poi quella che a guardarla ti riportava all’infanzia e ai suoi tentativi. E quella eterna, gran classe, altro non si può dire. 

Non erano tante, ma erano belle, forse sette, sette sorelle.  Una correva veloce, l’altra bisognava quasi convincerla a fare ciò per cui era nata, l’altra ancora era convinta di sé e lasciava traccia corposa, una inciampava, un’altra non tradiva mai, c’era quella poi che voleva colore per sé, ricordo un bel verde smeraldo e un violetto che tendeva al lilla. 

Hanno cercato di resistere, si sono persino piegate ad una convivenza che non avevano scelto. Sono rimaste pazienti a guardare, ad aspettare il loro turno, come a dire ci basta ogni tanto. Poi pian piano sono scivolate dentro un cassetto, sul fondo di una borsa, portate via, perdute, rubate. 


Archiviate.


Con loro, le mie stilografiche - l’Aurora regalo di mio padre, la Watermann blu, la senza nome dorata dal pennino elegante trovata in un cassetto di casa, la Pelikan verde e nera, sua maestà la Mont Blanc - ho perso quel filo d’inchiostro con il quale ho riempito quaderni e quaderni, diari e diari, blocchi di appunti spesso copiati da colleghi in ritardo, e lettere su lettere.


E mi sembra di avere perso con quel filo d’inchiostro molto di più: quel frammento di tempo in cui l’intenzione si fa gesto e le parole si compongono e si allineano, ma restano ancora sospese nel limbo in cui tutto può succedere, che vengano scartate, sostituite, spostate, ripensate. Che si facciano più giuste e più belle, o che non passino l’esame. Lo scrivo qui sul mio Mac, compagno fedele che tutto immediatamente assorbe, copia, incolla, ricorda e cancella, e spero non se ne abbia a male.





Assunta Sarlo: Giornalista. ultimo libro 'Ciao amore ciao. Storie di ragazzi con la valigia e genitori a distanza'. Forza creativa incredibile, direttrice di Cultweek, una testata con la ti maiuscola. Voler bene ad Assunta è cosa buona e giusta.



(nella foto: la Mont Blanc che vorrei avere per il mio compleanno)


 

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