Tra Michelangelo e le meatballs
L’altra sera, io e Dan siamo andati a cena al Dream Away, uno dei pochissimi ristoranti di Becket. Il Dream Away, però, è diverso da tutti gli altri. Negli anni Trenta era un casino. Sì, senza l’accento. Era in mano a Mama Frasca, una donna albanese che gestiva il tutto. È una casa di legno molto bella: al piano di sotto ci sono due saloni e di sopra le camere. Poi, anni dopo, è stata trasformata in un ristorante senza però cambiare quasi nulla: sulla destra c’è la music room, dove i musicisti fanno i loro concerti in cambio di una cena, e a sinistra, oltre il bancone del bar, c’è una sala da pranzo. Tavoli uno diverso dall’altro, posate, piatti, tovaglie e sedie diverse: una scelta che rende perfettamente l’idea di un posto raffinato e allo stesso tempo un po’ hippie. Il Dream Away è frequentato soprattutto dai turisti cittadini di New York e Boston: è decisamente troppo caro per la maggior parte della popolazione beckettiana. È un po’ da fighetti radical chic, diciamocelo....





