Non la vedo facile: buoni popositi per il 2026




Rieccomi, dopo tanto tempo. Inizio subito con l’annunciare che il primo buon proposito è di postare più spesso le mie avventure sul blog. Quindi, chi vuole continuare a non leggermi, può farlo con una puntina quasi irrisoria di senso di colpa. Per voi sette che invece vi divertite con le mie storie, I’m back, come si dice da queste parti.


Ma di buoni propositi ne ho altri. Quest’anno ho cercato di non cadere nella solita trappola perdere-peso-palestra-mangiare-sano-fare-la-brava-non-bere-troppo, perché dopo tanti anni ho capito che vanno bene per le prime tre settimane di gennaio e poi basta. Quest’anno sarà diverso (forse): ho cercato propositi più concreti, raggiungibili così, per non perdere fiducia in me stessa. 

Comincio:


  • vorrei lavorare di più su tutte le idee che mi vengono e dirmi: certo lo farò. Una per volta, altrimenti ciao. La prima è di cominciare a scrivere racconti con personaggi semi-inventati e offrire loro delle avventure. 
  • vorrei che il mio nuovo libro, Il Volo Del Tacchino (Ponte alle Grazie) che uscirà presto, mi renda ricchissima, tanto da permettermi di comprare un monolocale a Milano.
  • vorrei essere più attenta ai dettagli e meno pasticciona.
  • vorrei trovare il coraggio di fare una colonoscopia.
  • vorrei che Luca non abbia più crisi epilettiche, di nesun tipo.
  • vorrei imparare a memoria il testo intero di Via Paolo Fabbri, 43. Questo è ricilato dll'anno scorso, ma non ho ancora perso le speranze.
  • vorrei conoscere persone nuove e creare un legame affettuoso. Requisiti: voglio ridere moltissimo e non essere giudicata se mi faccio le canne. Di qualsiasi genere, età, etnia, ma non posizioni politiche: non riuscirò mai ad essere amica di chi vuole un mondo di merda.
  • vorrei cominciare a farmi la pedicure anche d’inverno, sempre se divento ricchissima.
  • vorrei che Dan continui a fare la cucina alla sera.
  • vorrei fare un bel viaggio. Sempre se divento ricchissima.


Ecco, vedi? Sono già andata oltre. Non so se mi impegnerò abbastanza da andare a fare la pedicure anche d’inverno e, siccome lavoro da casa, non so dove potrò incontrare nuovi amici. Perché pensavo: potrei fare un corso di yoga, ma lì si incontrano persone che fanno il saluto al sole e robe del genere pur di trovare un po’ di serenità. Insomma, sono persone problematiche, altrimenti chissenefrega del saluto al sole, no? Potrei fare un corso di qualcosa, ma sono pigra. Insomma, non la vedo facile. 


Forse l’unico vero buon proposito è di accontentarmi di quello che ho e di quello che sono, diventare fiera della mia ocaggine e renderla un pregio anziché un difetto.


Per il resto, poi vediamo, dai.


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