Undici cose su di me




- porto il quaranta di scarpe

- quando ero a Milano, mentre seguivo corsi alla Statale, ho lavorato per un paio d’anni presso l’agenzia editoriale MATEX, aperta da Giovannino Fabbri, un caro amico di mio padre, che per lavoro fa il figlio di Fabbri editori

- vivo negli Stati Uniti dal 1991, da quando cioè ho deciso di venire a vivere con il mio fidanzato Dan. La nostra prima casa era nel New Jersey, dove Dan faceva un PhD in italiano, insegnava cinema all’università per tirar su due lire, e io studiavo per prendere una minilaurea in grafica pubblicitaria

- ho tre figli: Luca, che ha diciassette anni, una forma abbastanza drammatica di autismo, una forma strana di sindrome di Down, e non fa che ascoltare musica anni Sessanta; Sofia, che ha quattordici anni ed è più bella di Liz Taylor, è un genio del computer, canta come Adele e prende sempre cinque meno meno in matematica;  Emma, che di anni ne ha solo sei, ma che riempie un silos con la sua personalità, molto simile a quella di suo nonno Beppe; è nata malgrado prendessi la pillola da anni, per cui penso che sia imparentata con lassù qualcuno mi ama

- odio le uova perché puzzano, ma per un maron glacé venderei senza alcun senso di colpa tutti e tre i figli
- ho una laurea in Sociologia presso Brooklyn College, l’università statale della città di New York, dove ho vissuto con la mia famiglia per una decina d’anni

- mi sono impegnata molto per creare una campagna di sensibilizzazione per far tornare Silvia Baraldini in Italia. Sono diventata una sua amica, e spesso sono andata a trovarla al carcere federale del Connecticut; a volte anche con Luca piccolino, che lei si coccolava. Poi è stata finalmente trasferita e non l’ho più sentita, ma so che sta bene

- a giugno è uscito il mio primo libro, Mio Padre È Stato Anche Beppe Viola, edito da Feltrinelli, e a marzo di quest'anno è uscito Storia Del Mio Bambino Perfetto (Rizzoli). Ho collaborato settimanalmente per il sito di Smemoranda, perché io una smemo l'ho sempre avuta, e mi sembrava giusto ricambiare il favore. e da qualche mese collaboro per il sito pernoiautistici.com ideato e gestito da Gianluca Nicoletti. A volte traduco documentari dall'inglese all'italiano

- Boston è la città in cui vivo da quattro anni e che mi piace molto, anche se mi manca il disordine caotico e splendido di New York, e mi mancano anche molti dei miei amici che abitano lì

- Dan, mio marito, si è convinto a sposarmi dopo che io l’ho chiuso a chiave in un terrazzino di un hotel dei Caraibi per una notte, così che potesse pensarci bene. Ha deciso di dirmi si, e da allora me lo dice sempre, forse per paura o forse per amore. Lavora da anni come manager dell’ufficio marketing di Tripadvisor, il sito che si occupa di viaggi. Dan è bellissimo

- ho due cani, perché sono impulsiva e prima di pensarci bene faccio tante cagate, di cui mi pento quando ormai è troppo tardi

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Uragano Viola,io mi chiamo Maria e sono nata, vivo e lavoro a Palermo, si proprio quella in Sicilia.... non cambierei città per nessun motivo al mondo perchè amo le sfide e credimi questa città mi mette alla prova ogni secondo della mia vita,questa città e mia figlia di 13 anni.
Non ho avuto fin ora una vita avventurosa come la tua,ma movimentata mio malgrado si, come te ho una figlia con disturbi psichiatrici, la mia bambina ha grave sindrome dissociativa,vivere in casa mia non è facile soprattutto quando la mia bambina si mette a lottare con sailor moon e mi distrugge il salotto buono per via di un attacco alieno...Ho trovato il tuo blog per caso e ti sento stranamente vicina non solo per i nostri figli ma anche per la filosofia che traspare dai "tuoi pensieri" e "dalle tue parole".
Saluti Marie



antonellaVì ha detto...

Viola volevo conoscerti meglio ed ecco aleggere chi sei, mi piaci e ti seguirò. Anche io ho un figlio con sdd ma penso tu l'abbia capito dal mio commento sul post oltre il muro. Bello in quel di Boston

xy ha detto...

Ciao Marina, ti ho scoperta grazie a Luca Bottura... ti leggerò assiduamente, perché voglio immaginare di essere a Boston, perché mi piace quello che scrivi. Grazie.

Anonimo ha detto...

Ciao Marina, è molto bello leggere quello che scrivi. Sicuramente il tuo ultimo libro non me lo perderò. Poi l'argomento mi interessa. Tu non ti ricordi di me, ma io ricordo quando frequentavi l'istituto magistrale, eri amica di Roberta P., mia compagna di classe memorabile! In bocca al lupo per tutto! Paola Breda

Anonimo ha detto...

Ciao, chi parla con te è sempre una mamma o un papà che ti stima perchè in te vedono se stessi e quei meravigliosi figli che qualcuno dice handicappati. In questo caso l'handicappata sono io.... mamma di due figli, che per anni ha sofferto di depressione che nessun medico riusciva a curare.Io sono stata la figlia dei miei figli che nonostante i tentativi di suicidio non hanno voluto lasciare andare. La perfezione è negli occhi di chi guarda esattamente come l'handicap. Auguri

Anonimo ha detto...

Blog molto interessante. Ti seguiro'. da expat che vive in Idaho da quasi 8 anni....

paola g. ha detto...

cara marina ho letto il tuo libro in meno di due gg, che dire mi ci ritrovo in tante riflessioni,commenti; la rabbia per esempio... Sono di Milano ma da 32anni vivo in liguria ho tre figli grandi e il ns secondo è un ragazzo psicotico...e' molto dura sono piu a pezzi che intera... chissà se troverò la forza che hai tu...! La sola differenza è che io nn vedo la felicità in mio figlio..Lui è molto solo ha solo noi ed ha 27anni e sono e 8anni che la storia continua, putroppo qui nn ci sono strutture accoglienti nn ci sono strutture che creano un percorso, si ci sono alcune cose che sono "riempitive" e farmaci ècco questo sanno dare e poi basta.! grazie comunque...!

Anonimo ha detto...

Ci vuole coraggio per accettare la diversità del proprio figlio, ma dopo questa immensa fatica la strada è in discesa e ci si accorge che autismo è in fondo un modo diverso di vivere la vita dal modo convenzionale. Sono handicappati tutti quelli che non seguono le regole, quelli che dicono sempre ciò che pensano e fanno ció che vogliono? Sono handicappatii quelli che non sono ipocriti, maliziosi o opportunisti? Sono handicappati coloro che pur avendo mille difficoltà sorridono sempre e il loro sorriso è contagioso? Sono handicappati coloro che sanno essere con un niente?

Anonimo ha detto...

Ciao Marina
Ho appena ascoltato questo pomeriggio su Radio24 la trasmissione il falco e il gabbiano condotta da Enrico Ruggeri
dove ha raccontato la storia di Beppe Viola e allora sono venuto anche a dare un'occhiatina al tuo blog
I ricordi sono subito ritornati ai tempi della scuola quando non vedevo l'ora di ascoltare in tv le telecronache delle
partite, o i servizi alla Domenica Sportiva del tuo papa', grande giornalista e grande filosofo della vita.....
Peccato che se ne sia andato cosi' presto, chissa quante altre bellissime cose avrebbe potuto fare.
Mi ricordo anche di aver incollato una sua fotografia sulla pagina del mio diario del 17 ottobre 1982

Sono contento per te che tu abbia trovato la strada della tua vita in USA paese che non ho mai visitato, ma con il quale
ho un debito di riconoscenza per aver ospitato nel 1967 mio padre a Houston per un'operazione al cuore

Mi e' venuto il desiderio di scriverti queste cose e l'ho fatto !!!

Ciao Vale

Scarlett10690 ha detto...

undici piccole cose è già ho voglia di saperne di più...ciao Viola

Anonimo ha detto...

ciao Marina, ho appena finito di leggere il tuo ultimo libro, mi è piaciuto molto.
ti ammiro.
ciao Enrica

Anonimo ha detto...

Oggi 9 aprile 2016 ho partecipato ad un incontro sull'autismo, presso la Biblioteca di Rozzano e ho avuto il piacere di incontrarla. Mi sono commossa e divertita nello stesso tempo. Spero di poterla riincontrare. A presto e grazie per avermi aperto un mondo che non conosco. Milena Viviani

Anonimo ha detto...

Per caso mi ritrovo a leggere di un ragazzo autistico e di sua madre una donna straordinariamente affascinante...e cosi ho paaseggiato con te riso con te
un bacio da Napoli. Anna

parolefritte ha detto...

Ti vedo x caso ho un blog e mi connetto con chi mi dice qualcosa che mi resta....Tu rimani nei pensieri quindi ti accompagno.Mi occupo di cultura e della sensibilità che occorre più che mai..in questi tempacci duri.Racconto attraverso mie esperienze con coraggio e serenità.A modo mio...grazie bel post.

parolefritte ha detto...

Ti vedo x caso ho un blog e mi connetto con chi mi dice qualcosa che mi resta....Tu rimani nei pensieri quindi ti accompagno.Mi occupo di cultura e della sensibilità che occorre più che mai..in questi tempacci duri.Racconto attraverso mie esperienze con coraggio e serenità.A modo mio...grazie bel post.

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