Quel cielo di Lombardia

 





L’altro giorno ho preso un ascensore, un marciapiede, una metropolitana, un treno e un pullman per attraversare la regione delle mie radici.

In treno, mentre ascoltavo della bella musica, guardavo fuori dal finestrino e mi sono accorta che il cielo di Lombardia, come diceva il Manzoni, è così bello quand’è bello, così splendido, così in pace. 

Si, prima di tutto perché è sconfinato. Non ci sono monti che lo interrompono, continua all’infinito sopra la pianura padana, fatta di campi, di chiesette arcaiche accanto ai cimiteri, di casolari, di gruppi di case, paesini con i loro drammi, i loro poster che annunciano sagre, l’arrivo del circo, manifesti dei morti affissi negli appositi negli appositi spazi dei comuni, di trattori, orticelli, comunità antiche e silenziose, contadine.

Il cielo di Lombardia annuncia pioggia, sole, vento che si vedono da lontano, dà il tempo per coprire tutto quello che potrebbe essere rovinato dalle gocce, o di innaffiare i campi quando il sole batte. 

Il cielo di Lombardia è mastodontico, imprevedibile, a volte austero. È il re, decide senza pietà le annate ricche o povere di raccolti, di vendemmie, della frutta appesa agli alberi. 

Il cielo di Lombardia odora di salami e coppe appesi nelle cantine, di uva e vino, di tortelli e di brodo di gallina, di sbrisolona.

Il cielo di Lombardia, quando vuole, porta la nebbia fitta, che avvolge tutto in una coltre silenziosa: le stradine, i fossi, i castelli. La vista.

Il cielo di Lombardia riscalda le infinite linee di pioppi, di salici e di tigli, che sventolano fieri le loro braccia puntellate di foglie.

Il cielo di Lombardia accoglie stormi neri di storni e di rondini, che volano insieme, creando forme ordinate e determinate, che sanno dove andare e quando tornare.

Il cielo di Lombardia racconta storie antiche, a volte apparentemente insignificanti eppure essenziali.

Il cielo di Lombardia non ha inizio né fine. Mi commuove e mi dà il benvenuto ogni volta che torno.

Il cielo di Lombardia è sorridente e a volte crudele, ma senza malizia. 

In fondo, il cielo di Lombardia mi vuole bene.


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