due mondi che si incontrano



‘A tavola!’,  urlo dalla cucina . Luca è di sopra, in camera sua, davanti al computer che guarda i suoi video su Youtube, Sofia sta ascoltando i Beatles e Emma vaga per casa.

La tavola quadrata stasera è apparecchiata bene, con la tovaglia rossa che mi aveva regalato la nonna tanti anni fa. Cinque piatti: due grandi e tre piccoli. Due calici per il vino, tre bicchieri Ikea. Stasera mi va anche di mettere una candela, come nei film dove va sempre tutto bene.

‘A tavolaaa!’, urlo, questa volta più forte. Sofia scatta, Luca no, però  lo sento che si alza. Bene. Emma è già a lavarsi le mani, Dan,  seduto a tavola, mi versa un bicchiere di rosso.

E siamo tutti noi. Seduti, a tavola, con la tovaglia rossa e la candela, il vino e l’acqua per i bimbi. Me li guardo, tutti e tre e mi viene addosso una roba enorme, tipo emozione, ma quasi di più. Fierezza. Si, ecco, sono proprio fiera della mia meravigliosa famiglia
“What a nice family we are”, dico a voce alta. Sofia sorride, e mi ricorda che lo dico ogni sera. Luca borbotta un buon appetito, e mangia in fretta, senza fermarsi, perche’ vuole tornare di sopra al computer.

Una sera come le altre, in una famiglia che ha trovato una normalità, malgrado tutto. Malgrado i momenti bui, malgrado le solitudini lunghissime e le attese fuori dalla sala operatoria. Malgrado le sentenze che dottori emeriti hanno sputato in faccia a me e Dan, senza neanche una pacca sulla spalla.

Perché ad un certo punto del mio percorso ho capito una cosa importante: Luca  è Luca, e non lo vorrei in nessun altro modo. Adesso sembra una roba messa lì, semplice, quasi ovvia. Invece ci ho messo anni per capirla, per accettare che Luca è diverso, che Luca fa parte di un mondo che non è il mio.

Luca fa parte del mondo degli handicappati, delle persone che non sono fighe, o brillanti, o di successo. Fa parte di un mondo di persone che non sanno come comportarsi nelle normali situazioni sociali che noi diamo per scontato. Fa parte del mondo la cui carriera sarà scopare il supermercato, pulire i vetri delle macchine. Fa parte delle persone che sono out, quasi nascoste. Quelle a cui diamo un secondo sguardo e diciamo ‘poverino’. Io no: io faccio parte del mondo che produce, che si laurea, che si sposa, che fa figli, carriera, soldi, compra casa, fa l’amore.

È stato uno sforzo enorme capire che Luca non fa parte del mio mondo, che è con gli esclusi dalla nostra società. Primo mi sono sentita sola, senza di lui nel mio mondo. Poi mi sono sentita come tradita da lui, come se avesse deciso di essere così, come se potesse essere un’altra persona e invece no.

Poi  è successo che ho frequentato, con Luca, scuole e gruppi con bambini handicappati, chi con la sindrome di down, chi sulla sedia a rotelle, chi col casco perché ha crisi epilettiche, chi urla senza motivo. Gente di quel mondo là, insomma. All’inizio e per molto tempo non potevo credere che Luca potesse far parte di quel gruppo,  e invece proprio Luca mi ha fatto capire che quelli sono i suoi amici, i suoi compagni di viaggio, e che sta meglio con loro che con bambini del mio mondo. Loro sono come lui. In quel mondo lì,  la diversa sono io, non lui.

E ho capito: Luca è Luca. Anni per accettare quelle aule piene di persone diverse, ma adesso sono contenta, felice, fiera che Luca abbia trovato il suo mondo, un mondo in cui le aspettative sono al suo livello, dove si sente a suo agio. E sono contenta di averlo conosciuto, quel mondo, di aver capito cosa vuol dire non far parte, essere diversa. Perché per Luca è la stessa cosa nel mio mondo: non lo capisce, non ci si ritrova, si sente diverso, lo spaventa. E finalmente ho accettato il suo, di mondo, come lui ha accettato il mio.

E dunque siamo qui, a cena tutti e cinque, e capisco di essere finalmente arrivata a un momento della mia vita dove posso trovar pace con me stessa, dove non ho più bisogno di lottare, di capire, di star male. Perché accettare, in fondo, è l’unica salvezza.

1 commento:

  1. Wonderful, cara Marina! I can understand Italian but cannot write in it. I was moved by your words, and congratulate you for having put it so well! A big kiss to Luca!

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