Il colore dell'amore vero


Stasera è successa una roba fantastica. Una cosa che ormai avevo pensato di vivere solo nei sogni, qualcosa che vorrei succedesse ma che sapevo non avrei mai e poi mai visto. Stasera è successo il miracolo, tipo Troisi in Ricomincio da Tre: stasera Luca e Emma hanno comunicato. Si sono amati. Baciati. Voluti. Hanno riso insieme, hanno trovato un modo di incontrarsi. Hanno fatto come fratello e sorella certe volte fanno: si sono fatti le coccole.
 
È andata così: dopo cena Luca ha chiesto i goldfish (per chi non è americano o non ha figli, sono dei crackers a forma di pesci che i bambini darebbero l'anima per avere). Non ne avevamo. Ho dato a Luca cinque dollari e gli ho detto, se li vuoi, andiamo a comprarli. Lui, senza fare una piega, ha messo i soldi in tasca e si è avviato verso la porta. Ovviamente, io l'ho seguito. È andato al negozietto alla fine della strada, dove lo conoscono per via che lui con la terapista va tutti i giorni a comprare il latte al cioccolato. Luca è entrato, ha cercato i goldfish, li ha trovati. Al momento non li ha riconosciuti, perchè la confezione non era verde, e non rossa, come di quelli che piace a lui. Dopo aver studiato la scatola e essersi convinto che forse valeva la pena, ne ha presa una e si è fiondato verso la cassa.

Il ragazzo che ci lavora è pachistano e lo saluta con un accento strano, ma comunque con tanto affetto. Sa che deve essere paziente: Luca mette la confezione sul banco, e cerca la banconota da cinque dollari che gli ha dato Dan. La trova, con la lentezza che solo una persona con la sindrome di Down riesce a trovare, la mette sul banco. Il ragazzo pachistano, con un sorriso di fierezza prende i soldi e si appresta a dargli il resto. Le monete le prendo io, ma i contanti li prende Luca, sempre con molta lentezza, e li mette in tasca.

Esce dal negozio. Io gli ricordo di come sia grande, che adesso se vuole qualcosa va al negozio e se la compra. Lui  è contento, sorride, mi abbraccia, mi fa capire di essere fiero di se stesso. Non a torto. Ha appena rotto seimila barriere che l'autismo gli mette davanti ogni giorno. Lo bacio, lo abbraccio, gli ricordo ancora di come io sia fiera di lui. Lui, sorridendo, apre la porta di casa e si fionda in cucina, a prendere un piatto su cui mettere i goldfish.

In cucina incontra Emma, vestita da ballerina, tutú e scarpe coi brillantini, viso pieno di cuori e fiorellini che Sofia aveva disegnato ore prima, la trova sul tavolo della cucina, a dare il latte a Ella, la sua bambola. Luca le accarezza la testa e le dà un bacio. È fatta: Emma gli fa vedere Ella, e lui bacia anche lei. La prende con dolcezza e le spara un bacio sulla testa di plastica. Emma è felice. Comincia a cantare una canzone che fa ridere a Luca, e lui l'abbraccia e ride. Lei è felice, e lui di più. Poi Emma dice, Luca, you make my heart feel happy, e lui sorride, bacia, ride. È felice, felice come non lo avevo mai visto. Emma, continua a dire, Emma, Emma. E lei le so bacia, se lo coccola. Io sono sconvolta da come l'autismo mi sorprenda sempre, mi trovi impreparata. Credevo che lui non sapesse, che non capisse, che non gliene fregasse. E guardalo adesso, in brodo di guggiggiole, a baciare Emma, a giocare con la sua bambola per far contenta la sua sorella piccolina.

Luca. La sua semplicità è di una complessità indefinibile. Eppure è lì, semplicemente a giocare con la sua sorellina, di dieci anni più giovane. A baciare la bambola e a far finta che sia un bimbo vero. Luca guarda il soffitto come per pensare, e poi ride, dice Emma, Emma.

Il mio cuore non è pronto, e sobbalza. Capisco l'importanza del momento, e la rarità. Chiamo Dan e i suoi occhi diventano subito più bagnati, tipo pianto. Gioia, tenrezza, sorpresa, amore, maternità. Tutta quella roba lì mi assale e mi scombussola. Luca ama. Luca c'è e quando vuole i goldfish e me lo ricorda. Luca sa di avere una sorellina piccola, e la fa giocare, le fa le coccole. Sta ai suoi giochi con Ella, la bambola sempre nuda.

Luca mi commuove, mi sorprende, mi confonde.

Poi chiede i goldifish, e glielo dò tutti. Ci mancherebbe altro.

Luca è il mio vero superman, il mio spiderman, il mio Hulk, il mio supereroe.

E piango.




3 commenti:

  1. molto bene. l'importante è che lui capisca te.

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  2. marinaviolacanaleparola hai appena fatto piangere anche me...

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  3. I cannot write in Italian, but I could understand everything you wrote, and it also made me piangere. But it is also cause for rejoicing. It is a beautiful story!

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