Ricordi che ho di mio padre, morto 28 anni fa questo mese


Mi ricordo quando mi chiedevi, dopo cena, di andare a prendere le tue sigarette nella tua giacca, e io annusavo la giacca per avere un po' di te,

Mi ricordo quando, la domenica mattina, stavamo a letto a farci le coccole e chiamavamo la mamma, in cucina, dicendo ‘uno, due tre, maaaammmaaaaa’, e lei si presentava, un po' scocciata, ma felice,

Mi ricordo quando sei venuto a prenderci in stazione, dopo il campo estivo dell’ARCI, e ero felicissima di vederti,

Mi ricordo quando io e Renata telefonavamo a te e alla mamma da casa della signora Offredi, a Herne Bay, e cercavamo di raccontarvi cosa stavamo facendo,

Mi ricordo quando io e Anna e te avevamo organizzato la Banda dei Dolci, e tutti e tre, segretamente, avevamo giurato sul vangelo del catechismo che sarebbe stato segreto. Tu fornivi i soldi, io e Anna andavamo allo spaccio del Motta e compravamo dolci che nascondevamo nell’armadietto delle scarpe, per mangiare di nascosto,

Mi ricordo tutti i tre giorni passati a fare la trasmissione con Tozzi, che poi non è mai andata in onda. Quando tu mi hai fatto venire in rai con un taxi, mentre i miei amici erano tutti a scuola, hai aperto la porta del tuo ufficio, dove erano seduti tre o quattro ragazzi coi capelli lunghi e mi hai chiesto:’ Chi è Umberto Tozzi?’, e io ho sbagliato persona,

Mi ricordo le estati a Bordighera, in spiaggia a far niente, con noi e l’Antonella, e i pranzi da Vernier, in spiaggia, quando la spiaggia era vuota e il mare era lì solo per noi,

Mi ricordo quando abbiamo conosciuto il Giorgio Terruzzi, che io stavo suonando ‘Stalingrado’alla chitarra quando me lo hai presentato e poi siamo andati fuori a cena e poi da Gattullo (che era chiuso). Giorgio e’ entrato dentro la nostra famiglia quella sera lì,

Mi ricordo quando ci venivi a prendere a scuola, e tutti i miei compagni che non mi cagavano mai venivano a chiedeti l’autografo,

Mi ricordo quando io e te siamo andati a fare una passeggiata con Maia, il nostro cane, quando eravamo in vacanza coi Livi in Liguria, e qualcuno ti ha fermato per chiederti se eri veramente Beppe Viola, e tu hai detto di no

Mi ricordo quando io te e Anna abbiamo fatto lo spot per l’IP (una cosa seria) e a me sono venute le prime mestruazioni e tu sei andato nel pallone, e andavamo a dormire dalla zia Ines e dallo zio Aldo a Genova,

Mi ricordo quando è morto il nonno Mario, e tu e la mamma siete venuti alla Canonica per dircelo, e io ti ho chiesto se eri triste, e tu hai detto di si

Mi ricordo quando ti ho fatto leggere il mio tema e eravamo io e te, in sala, da soli, e tu mi hai detto che scrivevo bene e che eri fiero di me

Mi ricordo quando ci portavi in Rai, durante la Domenica Sportiva, e facevi il tuo lavoro come facevi il resto delle tue cose: senza sforzo, con naturalezza, e io pensavo che tu fossi il migliore

Mi ricordo che non volevo mai andare in macchina con te perché andavi troppo veloce e mi veniva da vomitare, ma tu ci rimanevi male quando dicevo che volevo andare con Bruno e dicevi “sono io tuo padre...”

Mi ricordo quando io e Anna (e Renata?) ti facevamo le interviste e tu non le prendevi mai sul serio

Mi ricordo quando Renata era la Carrà, io Mina e Anna la Vanoni e facevamo gli spettacoli, e tu e la mamma facevate a turno ad andare in cucina a ridere,

Mi ricordo quando nella notte sentivo la porta dell’ascensore arrivare, e eri tu, e io potevo finalmente addormentarmi

Mi ricordo quando é morto il tuo amico, che io ero sveglia a letto, e tu sei venuto da me, che puzzavi di vino e mi hai detto ’quando un amico muore non bisogna piangere, sennò si offende’, motivo per cui anch’io quando sei stato tu a morire, ho trattenuto le lacrime più che potevo. Sarebbe stato brutto offenderti proprio quel giorno lì

Mi ricordo che volevo gli stivali come quelli della mia amica Angela e io e te siamo andati a comprarli con il tram, e tu non avevi il biglietto e hai chiesto a una signora di vendertene uno, e lei ha detto no, ma poi ha capito che eri Beppe Viola e te lo voleva vendere e tu le hai detto no, grazie.

Mi ricordo che quando é uscito il tuo libro ci mandavi nelle librerie a chiedere se ce l’avevano

Mi ricordo che una volta io e le sorelle litigavamo in macchina e hai costeggiato e ci hai cacciato fuori: Anna ha subito chiesto come arrivare in via Sismondi, io ho subito cominciato a piangere, e Renata faceva finta di niente

Mi ricordo quando tu e Enzo siete andati in mare con quella barca a vela che avevato vinto o non so cosa, ma non sapevate usarla e la barca a vela si é accasciata come un suffle e vi siete fatti male e io avevo paura

Mi ricordo il tuo quarantesimo compleanno, coi tuoi amici a casa nostra e io e le sorelle col grembiulino uguale ma di diverso colore

Mi ricordo che tu mi portavi dall’oculista e quando c’era bisogno di occhiali andavamo nel negozio e me ne compravi sempre tre paia per farmi felice

Mi ricordo che mi davi mille lire per leggere i tuoi articoli al telefono, a qualcuno che li stampava, e che mi dicevi ‘ricordati i punti e le virgole’, e la persona che doveva battere a macchina dall’altra parte della cornetta contiuava a ridere e io pensavo ridesse di me, ma rideva di quello che avevi scritto tu

Mi ricordo quando raccontavi della tua mamma, che ne parlavi sempre come quelli che parlano di un eroe. Gli occhi diventavano felici, ma anche tristi

Mi ricordo che il pomeriggio, quando la mamma lavorava, venivi a casa e dicevi “dite alla mamma che le voglio bene”

Mi ricordo che quando telefonavi e rispondevo dicevi, “chi sei?’ e io mi scioglievo

Mi ricordo quando facevi la barba, che io volevo sempre essere in bagno con te e osservavo attentamente ogni tuo gesto con quello spazzolino da schuima da barba e poi il rasoio

Mi ricordo la felicità di sentire il tuo odore in ascensore quando tornavo a casa da scuola, perché sapevo che eri a casa

Mi ricordo quando mi hai dato diecimila lire per la merenda a scuola, e io ero abituata alle cinquecento lire della mamma e ho comprato la merenda a tutti i miei compagni quel giorno lì

Mi ricordo quando arrivavi a casa e il corrdoio sorrideva, e anche la cucina, a anche la sala e anche il tinello, e anche e soprattuttto la mamma

Mi ricordo quando baciavi la mamma e noi dicevamo ‘che schifo’e tu dicevi che le volevi bene

Mi ricordo quando squillava il telefono e tu dicevi “dite che non ci sono” e noi dicevamo “ha detto papà di dire che non c’é”

Mi ricordo quando mi hai scritto una lettera e l’hai lasciata nella sua busta sulla mensola del tinello e hai detto che potevo leggerla dopo mangiato e che io ho mangiato tanto in fretta che avevo mal di pancia

Mi ricordo quando te le scrivevo io, le lettere, e tu le leggevi e poi mi chiedevi di venire in braccio e mi sussirravi le parole che volevo sentire da te

Mi ricordo che quando eri arrabbiato e teso lo capivo subito da come muovevi i muscoli della mascella

Mi ricordo che fumavi tenendo la sigaretta attaccata proprio alla fine delle dita che sembrava dovesse cadere

Mi ricordo quando è nata Serena, alle sei del mattino, che sei andato fuori a citofonare a tutti e annunicare ch era nata

Mi ricordo quando ti coricavi sul divano e ci insegnavi a giocare a bicicletta con te

Mi ricordo quando ci hai svegliato alle tre di notte per farci provare delle scarpe che ci avevi comprato

Mi ricordo quando io e Fabio facevamo la vedetta a Stadera e poi a San Fedele, aspettando le macchine all’ultima curva per vedere la tua Lancia rossa o la macchina di Bruno

Mi ricordo quando giocavamo a scala quaranta che tu ci facevi sempre la fotografia e la mamma ti diceva di farci vincere qualche volta

Mi ricordo una sera, la sera prima di natale, che alle undici hai proposto di andare da Gattullo e comprare delle caramelle da mettere sull’albero

Mi ricordo che quando toccava te accompaganrci a scuola arrivavamo sempre in ritardo e io avevo sempre l’ansia e volevo essere come Anna che invece era contanta di arrivare in ritardo

Mi ricordo quando ti sei messo a piangere e io credevo di morire

Mi ricordo quando mi facevi le carezze, che era la cosa più bella e più dolce che io anche adesso, abbia mai provato

Mi ricordo che quando la mamma ci sgridava tu le dicevi di non alzare la voce, che il mio cuore batteva troppo forte

Mi ricordo quando dicevi che io ero oca perché ero distratta

Mi ricordo quando mi hai portato al pronto soccorso perché avevo un taglio sotto il mento e abbiamo incotrato Franco Meroni con Marcello

E poi

Poi mi ricordo quando per l’ultima volta hai preso la porta delle scale per andare a lavorare non sei più tornato

6 commenti:

  1. io mi ricordo un Natale di 23 anni fa, a casa tua con Andrea, quando qualcuna di voi ripeteva "prima i regali riempivano il tavolo e tutta la stanza fino a qua". Nancy

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  2. Mi ricordo che aspettavo come il pane 90° minuto e la Domenica Sportiva per gustarmi i suoi servizi colmi colmi di ironia e competenza.

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  3. Quelli che.....hanno figli e sanno davvero fare il mestiere del genitore.

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  4. riletto un po' libro, che bella foto

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  5. Mi ricordo le estati a Bordighera con nonna Vera e quell'anno che io, te, Renata ed Anna siamo tornati insieme da Bordighera in treno e Peppino erà lì, in stazione, ad aspettarci. Paola

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  6. Dario Enrico Baudini9 giugno 2014 14:49

    Anch'io ho dei ricordi. Di quel diciotto ottobre solo un dolore che stordiva per avere perso qualcuno senza il quale oggi non farei il mestiere che faccio ma soprattutto non sarei quello che sono e chi mi conosce lo sa.
    Mi aveva fatto piangere qualche mese prima, il 4 di aprile nel suo servizio dopo Milan Roma quando, con la sua inarrivabile ironia aveva detto della nostra squadra "gli avversari non si battono neanche con un fiore altrimenti il milan sarebbe una squadra come tutte le altre"
    E mai dimenticherò per il valore di formazione che ha avuto una sua partecipazione a un dibattito ai tempi del referendum sull'aborto a cui lo avevano invitato insieme a una suora per parlare di contraccettivi. Stava cercando di spiegare la sua scelta per la vasectomia e ad un certo punto guardò la religiosa fissa negli occhi e le disse "perché sorella io ho provato anche con l'Ave Maria ma non ha mica funzionato"
    E poi ricordo l'89 all'epoca del mio primo contratto in Rai, una delle prime cose che ho fatto una volta entrato nel palazzo di Corso Sempione è stato cercare la stanza 341 per vedere se ancora qualcosa fosse rimasto a ricordarne il suo passaggio
    E i racconti di Teo dell'ippodromo, di Gattullo e della Milano di quegli anni lì
    E le sere passate con il mio amico fraterno Stefano Bartezzaghi con una bottiglia di rosso a raccontaeci quale preferivamo dei suoi scritti e perché
    E le notti buie e insonni rese più lievi dall'avere sempre a portata di mano Quelli Che... (Grazie Gino &Michele)
    Ho consumato il VHS di romanzo popolare a furia di mostrare agli studenti la scena dell'ingresso nel cinema cercando di spiegare loro come si costruisce un dialogo comico, poi per fortuna hanno fatto il DVD
    E poi una volta a Stiamo Lavorando Per Voi, in quelle che più che riunioni di scaletta erano viaggi immaginari che Timoty Leary se li sarebbe sognati, a un tavolo con Enzo, Cochi, Carlo Bercellesi, Renato dopo avere recitato l'ultima parte de il Partigiano Cesare, gi si sono inumiditi gli occhi e ha detto "doveva esserci Beppe"
    Nel mio piccolo ho curato per tre mesi su una rivista on line dedicata a Milano (Osso Book durata troppo poco purtroppo) una rubrica chiamata Vite Vere in suo onore, modestamente, come avrebbe detto lui
    Si fa quel che si può
    Grazie per il tuo lavoro

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