Love you more



Sofia
Se il mio fiore all'occhiello, sei la persona che più mi fa tenerezza al mondo, sei di una bellezza quasi impossibile e di una sensibiltà così familiare, con le tue lacrime facili e i tuoi dubbi tanti.
Quando ho incontrato il tuo papà, un migliaio di anni fa, mi sono innamorata subito, all'istante. Pum, mi sono sentita dentro. All'inizio non capivo, ma poi quando vi vedo insieme, quando fate le stesse battute, quando senti aprire la porta ed è lui e tu dici daddy! con quel tono lì che dice finalmente, quando tu e lui vi coricate sul tuo lettone e tu gli dici i tuoi segreti, e lui ti accarezza e ti consola: ecco, per tutte quelle volte lì io capisco perchè. È come se uno dicesse, vieni che ti spiego.

Sofia
Tu hai sempre voglia di fare in modo che tutti siano felici, che arrivino tutti a destinazione contenti di essere lì. È quella lì la tua, di destinazione. E io che cerco sempre di ricordarti che magari una volta il centro della tua felicità potresti essere tu, dovrebbe partire e finire con te, come ti senti tu, e tu mi guardi e non capisci. Io, dici, io sono così, non faccio mica apposta. Ti trovi sempre tra persone che ti contendono, che vogliono tutte essere la persona per te più speciale. E tu quasi ti imbarazzi di questo ruolo, non lo vuoi, perchè tu stai bene con tutti, non è che c'è uno con cui stai meglio. Basta che siano tutti contenti.

Sofia
sei nata in una famiglia strana, con un fratello strano, una mamma con un accento strano, che fuma di nascosto in bagno, che si commuove per ogni scemenza, con un papà che scrive email ai tuoi amici dicendo se osi parlarle così chiamo la polizia, con una sorellina che vorrebbe essere te. Eppure ti porti queste stranezze in giro con dignità, con la spensieratezza tipica della tua età.
Avere un fratello autistico ti fa male, ma fai finta di niente perchè non vuoi far male a noi, e te lo tieni per te. Mi dici sempre che vorresti poter parlare con lui, essere sua amica. Mi dispiace che non sia così. Mi spezza il cuore in due.
Hai alzato la mano in classe e hai detto davanti a tutti che tuo fratello autistico ha vinto due medaglie alle Special Olympics, con fierezza e con timore. E io e te siamo andate davanti alla tua classe e alla tua maestra con il nostro cartellone fatto sul tavolo della cucina che spiegava cosa vuol dire essere autistici, e i tuoi amici hanno fatto un sacco di domande, e ti veniva da piangere perchè ti hanno chiesto cosa vuol dire crescere con lui e tu non volevi dire che fa male da morire, perchè è riduttivo dire solo quello, anche se è il primo sentimento che viene fuori dalla bocca, quando uno chiede.

Sofia
quando ti dico I love you, tu rispondi sempre love you more. Ma non sai, non puoi capire la profondità del mio, di amore. È un amore biblico, primordiale, incontinente, disumano, spaventoso. E se tu mi ami ancora di più non riesco proprio a immaginare come fai.
Ti vedo crescere e mi spaventa la tua sicurezza circondata invece da insicurezze che vorresti cacciare come mosche, ma che ti tengono ancora così piccolina, grazie addìo. Vorresti lanciarti, sai che c'è il paracadute, eppure fai due passi indietro e fai finta che non volevi proprio buttarti, solo guardare. Poi questa vita qui di adolescenti, che ti schiaffa in faccia delle cose da cui io ho sempre cercato di proteggerti e che adesso girano tra i segreti che vi dite a scuola: anoressia, sesso, droghe. Vorrei averti preparato meglio a tutto questo, ma come si fa a dire a un fiore come te che c'è gente che si ammazza non mangiando, o che il sesso è bellissimo, ma è anche l'arma principale per uccidere la dignità femminile, che viene usato per stuprare, per ferire per sempre. Come facevo a dirti queste cose?

Sofia
avrei voluto parlarti in italiano dal primo giorno, quel giorno bellissimo d'ottobre quando tu sei nata e io ero felice. Avrei dovuto renderti parte della mia vita passata, avrei dovuto creare tra noi due e il resto della mia famiglia a Milano un ponte solido, su cui camminare per sempre, da raggiungere senza impacci e imbarazzi. Avrei voluto che tu non fossi invece lasciata un pò da parte, che le zie e i cugini non ti chiamano perchè non sanno come parlarti. Avrei dovuto leggerti i libri in italiano, avrei voluto poterti far leggere quello che scrivo io. Perchè poi posso anche tradurtelo, ma 'transit' non si può capire, e i miei nonni, e mio padre, e la simpatia delle tue tre zie, quella roba lì non la si può spiegare. E è colpa solo mia se ti ho tolto dal radar, se non puoi allacciare amicizie, condividere momenti, chiedere consigli, chiamare per una chiacchierata, guardare i film di Salvatores o ascoltare Jannacci.
Una volta che la zia Sere era qui mi ha chiesto come mai tu sei così schiva con loro, e io mi sono arrabbiata con lei, e invece avrei dovuto arrabbiarmi con me stessa. Perchè tu sei schiva con loro perchè io te ne ho lasciato fuori, e adesso loro pensano che sia colpa tua, ma invece è solo colpa mia.
È come se volessi far pagare a te e a loro il mio dolore della distanza, e con te tagliare, dire adesso si che siamo lontani. E invece ho fatto male a me stessa, e a loro e a te. Soffro tantissimo per questa cosa.

Sofia
a volte mi metti un pò soggezione, Cioè, non tu in particolare, ma la tua sensibilità. Ho sempre paura di farti male, di non capirti, di offendere il tuo spirito. Come ieri sera, che mi sono arrabbiata perchè non ti piaceva quello che ti avevo preparato per cena, e ho detto che se non volevi mangiare potevi anche andare a letto a stomaco vuoto. Tu mi hai guardato, gli occhi già un pò lucidi, e poi hai fatto di tutto per recuperare: mi hai raccontato ogni dettaglio della tua giornata, mi hai fatto ridere. E io mi sono sentita una merda. Sono scema, lo so. Però a volte mi sembra di avere a che fare con delle ali di farfalla, mentre io sono più grossa, e posso farti male.

Sofia
tu sei arrivata da noi dopo Luca, che è stato un bambino così diverso dagli altri. E tu mi hai fatto sentire per la prima volta mamma davvero, dico mamma che potesse parlare con le altre mamme di cose normali, e sei andata a una scuola normale, e hai amici, e dubbi e momenti euforici come gli altri bambini. E io ti ammiravo e non ci potevo credere. In un certo senso mi hai fatto capire cosa mi ero persa quando ho avuto Luca. A me sembrava quasi normale avere un bimbo che non mi guardasse, che non facesse cose normali, e non mi ero mai soffermata a pensare a cosa stavo perdendomi in tutta questa esperienza. E invece tu mi hai insegnato, mi hai fatto capire. Grazie.

Sofia
I love you. And more.

1 commento:

  1. Beautifully expressed, as usual. I hope Sofia will read this and understand it when she is older... Grazie!

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