Allora è vero!





Sono arrivata a Milano, da sola (che già è una cosa da festeggiare di per sé), qualche giorno fa, piena di entusiasmo e anche un po’ spaventata dal fatto di dover affrontare un’esperienza assolutamente nuova per me: interviste, presentazioni, incontri con persone belle, famose, perfettamente truccate...Io, che per 17 anni non ho fatto che la mamma, mi ritrovo tutto d’un colpo con un libro in mano sulla cui copertina c’è non solo il mio nome, ma anche la foto di me e papà che ho sul comodino.

Da Cambridge l’esistenza di questo libro mi sembrava una cosa quasi astratta: nessuno dei miei amici conosce Beppe Viola, nessuno riesce a capire la grandezza della Feltrinelli, e nessuno può leggere una parola di quello che ho scritto, riscritto, controllato e ricontrollato. Il suo esistere è stato, fino a 48 ore fa, una cosa che succedeva lontano, come se fosse successa ad altri.

Poi invece ieri ho capito che tutta questa cosa qua è successa proprio a me: sono andata negli uffici della Feltrinelli ad accoppiare delle facce ai nomi delle email che ricevo ormai da mesi: Chiara, Giorgia, Donatella. Me le immaginavo diverse, più business, e invece sono tutte affettuose, baci e abbracci, complimenti per il libro, assoluta disposizione, accoglienza. E poi Alberto, che mi ha invitato a pranzo e con cui ho chiacchierato un po’ di tutto, dalle montagne ai cani all’America, ai figli. Per non parlare di Giuseppe, che aveva accolto l’embrione del mio libro con entusiasmo e una visione particolarmente bella, e che a botte di incoraggiamenti, suggerimenti e chiacchierate è riuscito ad aiutarmi davvero a tirar fuori quello che volevo dire.

Poi ieri lì, nell’ufficio di Alberto al quarto piano della palazzina della Feltrinelli mi hanno consegnato il libro in mano. È stata un’emozione fortissima sfogliare delle pagine stampate piene di parole scritte al mio computer sul tavolo della cucina a un oceano di distanza, a parlare di ricordi, pensieri, gioie e dolori che mi porto appresso oramai da trent’anni. Cose che sono  parte integra di me tanto quanto lo sono i lobi delle mie orecchie, i nei sulla mia schiena. Mi ha stupito la leggerezza fisica del libro, considerato il fatto che dentro ci sono raccontate tante vite intrecciate, qualche errore e tantissimi successi. Invece è vero: è proprio un libro, con la sua bella copertina, il suo indice, le sue belle paginette, il prezzo. Proprio come i libri veri.

Il 5 giugno per me è un giorno enorme per il fatto che io e Dan festeggeremo vent’anni di matrimonio, con tutti i suoi alti e bassi ma con dei risultati, modestamente, invidiabili da chiunque. Quel giorno lì uscirà, con i vent’anni più belli della mia vita, anche il libro, che (dopo i miei figli) è la cosa più importante che io abbia fatto.

E poi, come se questa emozione non bastasse, ci sarà anche una presentazione coi fiocchi, con Giorgio Terruzzi e Diego Abatantuono, uno alla mia destra e uno alla mia sinistra, a raccontare questo viaggio intrapreso due anni fa.

Mi sembra che per me inizi una nuova era, fatta di cose belle, e sono stupita e felice, ecco.

10 commenti:

  1. E' una notizia bellissima e golosa! In bocca al lupo.

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  2. Che bello!
    La presentazione è a Milano il 5?
    Piazza Piemonte?
    Bello!
    Alberto Molinari.

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  3. La presentazione è il 10 alle 18:30 in Piazza Piemonte.

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    1. Bene, grazie, non mancherò.
      Alberto.

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    2. E' stata una presentazione molto bella, dove si è respirata un'aria che fa bene.
      Il grande Abatantuono ha travolto tutti con il suo essere ciò che è e ci sarebbe voluto più tempo per ascoltare anche Giorgio Terruzzi che è uno con cose da dire.
      E cosa più importante di tutte ora c'è il suo libro da leggere.
      :-)
      Mi spiace, non ho ancora capito il "rispondi come"...
      Alberto.

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  4. corro in feltrinelli e se incontro fred astaire lo sfido a ballare il tip tap
    grazie

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  5. Ho appena finito di leggere il libro, grazie ancora, ma ancora e di più.

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  6. Ordinato, arriverà lunedì, non vedo l'ora di divorarlo. In bocca a lupo ed un immenso grazie!

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  7. Gent.le sig.ra Viola,
    ho appena letto questo articolo http://www.vulture.com/2013/06/james-gandolfini-obit-matt-zoller-seitz.html e volevo dirLe che questo passagio è l'esatta opinione che mi sono fatta di Suo padre (a parte le droghe), dopo aver letto il libro:
    "who had even the slightest contact with Gandolfini will testify to what a great guy he was, how full of life he was, how extraordinary he made other people feel. Yes, absolutely, he had problems – with drink, with drugs, with women, probably with lots of other things, for all we know – but so does everybody, to one degree or another. But whether he was feeling well or poorly, or living smartly or stupidly, there was always something about the guy that you wanted to embrace".

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  8. Ho letto il tuo libro. Ho pianto e riso, mi ha ricordato mio zio Roberto, un secondo padre, gioco e cavalli. C'è tanta vita e tante belle persone lì dentro. Ero in libreria a Bologna ed è entrata Serena dopo la presentazione bolognese... ho cominciato a leggerlo e non l'ho più mollato.
    Grazie.

    Carla

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