Lettera aperta a Dan, il giorno del suo compleanno




Cambridge, 5 maggio 2014






Carissimo Dan,

inizio subito con delle scuse, così poi possiamo tranquillamente passare ad altro. 

Scusa per:
-       non essere “the American girl” che sicuramente sognavi a dodici anni;
-       non riuscire a trattenere ogni mio pensiero, positivo o negativo che sia;
-       averti detto che hai bisogno di un nuovo paio di scarpe;
-       non farti dormire la notte perché ti do preoccupazioni;
-       lamentarmi che mangi troppa carne rossa e troppa poca verdura;
-       venire a letto ore dopo di te, svegliandoti con la luce dell’abat jour;
-       dirti che sei disordinato (anche se è vero);
-       avere insistito per andare a vivere insieme, sposarci, fare Luca, Sofia e Emma;
-       avere insistito, come se non bastassero i tre figli, a prendere un cane;
-       avere insistito ancora una volta, come se non bastassero tre figli e un cane, a prenderne un altro;
-       avere insistito, come se non bastassero tre figli e due cani, a comprare una seconda casa in campagna;
-       avere insistito, in generale (faccio prima);
-       averti detto di mettere la quinta in salita, quella volta alle Eolie, che poi la macchina si è fermata e non andava più;
-       averti chiuso fuori sul terrazzino dell’albergo alle Barbados per pensare (a me);
-       essere la più grande rompicoglioni che tu abbia mai incontrato;
-       alzarmi dopo di te, quando i ragazzi sono già pronti per la scuola. Sempre, dico.

Ci siamo conosciuti che avevi 21 anni, per cui siccome ne fai 48, è più della metà della tua vita che ti sono tra le palle. Traggo una conclusione importante: tu, che hai uno spirito gentile, tranquillo, razionale, e io, che sono sempre a scacciare qualche pensiero dalla mia testa, che non non sono mai tranquilla e sono esageratamente impulsiva, siamo in fondo una bella coppia, perché tu riesci sempre a farmi rientrare nella strana normalità che è la nostra vita.

In tanti anni ho imparato tantissimo da te: prima di tutto che a volte (spesso) la prima cosa che viene in mente non è poi la scelta migliore da fare. Ho anche imparato ad accettare situazioni difficili, a volte impossibili, con grazia e non con rabbia, e a far emergere e infine apprezzare il meglio di ogni situazione, sindrome di Down, autismo, distanza dalla mia famiglia che sia.

Poi mi hai insegnato a vivere con un uomo, e a rassegnarmi (scusa la parola forte) all’asse del cesso su, alle calze sporche in giro, al rasoio in bagno, a condividere un letto, alle mutande da uomo, allo sport americano, al rutto libero.

Ti ringrazio per: il tuo amore, la tua infinita pazienza, il tuo supporto nei confronti del mio lavoro e delle mie scelte, far finta che non noti che fumo in bagno, essere un papà eccezionale, voler bene a mia mamma e alle mie sorelle e per aver detto si due volte, malgrado il fatto che una delle due volte mi fossi presentata vestita da uomo invece che da sposa, creando scalpore tra la tua famiglia.

Ma soprattutto ti ringrazio perché tutte le sere, invece di imboccare l’autostrada e scappare lontano, ridendo e lanciando il telefonino dal finestrino, torni da me. A volte con dei fiori. Stasera pago io.

Tanti auguri, Dan!

Love,

Marina

2 commenti:

  1. Ma come è possibile volervi così bene senza conoscervi ? Davvero, vi voglio un sacco di bene. Siete fantastici. Buona vita. Evviva Dan !

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  2. Grande Marina ! consolante sapere di non essere l'unica "rompicoglioni" e auguri a Dan ! Rossella

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