Lo stile dell'oca

Facendo due conti, direi che sono ormai trent’anni che sono adulta, e i questi trent’anni ho imparato un sacco di cose, tipo: fare il bucato, fumare, andare in banca, mollare i morosi loffi, viaggiare da sola, guidare, allattare, fare le divisioni con due cifre, tenere i segreti, parcheggiare. Una cosa non ho ancora imparato, che credo sia invece essenziale, ed è quella di essere diretta, senza il timore di sembrare stronza.
Io dico sempre di si, perché dire di no mi par di fare un torto a chi mi chiede qualcosa; poi cerco sempre di essere accondiscendente, di evitare a tutti i costi tensioni e litigate, o situazioni difficili che possano potenzialmente trasformarsi in cattiverie. Le poche volte che lo faccio mi sudano le mani e mi sento tremare. E poi immediatamente in colpa.
A dire il vero non mi sono mai impegnata più di tanto ad
imparare ad essere diversa, perché in parte credo che sia anche una questione di stile. Ho sempre nutrito forti dubbi nei confronti delle persone che prendono le scorciatoie, che fanno i furbetti. Quelli che se nessuno li vede sono disonesti, che se gli altri non se accorgono, possono fregare. Oppure delle persone che mi chiedono favori che diventano automaticamente dei doveri, e se alzo la testa e ricordo che di favore si tratta, si arrabbiano anche. Altro stile, appunto: a me non verrebbe mai lontanamente in mente di approfittarmene, o di fare la furbetta.
E la mia timidezza (giuro che sono timida) mi ha sempre un po’
bloccato dall’essere diretta, chiara, dal saper dire di no, per paura di passare per una stronza e assomigliare un po’ a queste persone qui che proprio non mi piacciono.
I miei genitori e anche i miei zii ci hanno inculcato negli anni quest’idea che non si fa mai i furbetti, che l’onestà non ha una parte grigia, ma è bianca o nera: o si è onesti o no. Anche Dan è così, e non farebbe neanche una fotocopia al lavoro per paura di rubare il toner non suo. Emma, che invece deve aver preso da un parente lontano, ieri mattina mi ha rubato cinquanta centesimi, ma l’ho beccata subito e le ho detto che rubare è un reato, che e non dipende dalla quantità di cose rubate. Ha pianto, disperata. Anche se poi non mi ha restituito i soldi.

La cosa di non essere ferma, diretta e di essere invece
sempre disponibile ha dei vantaggi: quasi mai mi sono trovata in situazioni in cui penso che avrei potuto approfittarne per passare avanti. Ho sempre la coscienza pulita, anche quando fumo in bagno (che infatti lo dico sempre). Caccio poche balle e credo, per questo, di essere una brava amica. ma ha molti svantaggi, come per esempio ritrovarsi in situazioni che non piacciono senza trovare una via d’uscita, o mandar giù situazioni che reputo ingiuste pur di non affrontarle.
Però quando si hanno sedici diciassette anni è una cosa
positiva e senza conseguenze drammatiche. Poi da grandi si cominciano ad incontrare persone che con tipi come me danno il peggio di sé, e invece dell’amica dolce si rischia di passare per farlocche, come lo sono io, che arrivo addirittura dopo a capire che mi stavano prendendo per il culo, o che se ne sono approfittati. Insomma scema, presente? Oca, come mi chiamava mio padre quando mi vedeva con il naso al cielo distratta nel mio mondo e dimenticare la cartella a casa o entrare a scuola con l’ombrello aperto.
Le mie sorelle, tutte e tre, per esempio, sono molto più
brave di me a farsi valere, anche da piccole erano così, quasi più aggressive di me, pronte al confronto, senza la paura che ho io di chissà quale conseguenza. Infatti si sono fatte infinocchiare poco, a differenza di me che dico sempre si, certo!
I peli sullo stomaco me li sono finora sempre depilati, ma
spero di riuscire, nei prossimi trent’anni, a convincere me stessa che chi se ne frega della pelle liscia, e via di barba.  Che tra l’altro pare che sia tornata di moda.

1 commento:

  1. Oddio, sembra la mia descrizione!
    Sai quanto ci patisco? ha ragione il mio amico Besse che un giorno mi ha detto: "E' più difficile saper dire di no". Pazzesco, non ci avevo mai pensato. Che bestia!
    Essere assertiva, ecco cosa mi manca (detto niente:()
    un abbraccio. Paola

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