Prendiamo spunto: liberiamoci!






Oggi è la giornata in cui si ricorda la Liberazione dal fascismo, dedicata alla Resistenza, portata avanti con coraggio e passione da tutti quelli, ed erano tanti, che hanno lottato per un’Italia libera e democratica.

La liberazione, però, è un concetto da tenere presente tutti i giorni della nostra vita, e non solo il 25 aprile: la consapevolezza di poterci liberare da ciò che è ingombrante, fastidioso, offensivo o addirittura deletereo, è una sensazione che provoca un’insaziabile dipendenza e che porta in sé un'idea di inizio, qualcosa che odora di fresco, di migliore. Eppure, malgrado il desiderio di volersi liberare da ciò che non ci piace, spesso ci si abitua a vivere con sensazioni che non ci danno gioia per niente, e che anzi ci deprimono. È come se, in qualche modo, ci sentissimo di dover sempre provare un retrogusto di insofferenza, forse per sentirci più vivi, o forse semplicemente perché ci è stato detto un miliardo di volte che la condizione umana è anche dolore, noia, sofferenza.

Invece io oggi, ispirata dalla celebrazione della liberazione da una dittatura e dal valore della resistenza, ho deciso di stilare una lista di cose da cui vorrei liberarmi. Ho deciso anche io di fare resistenza, a modo mio. In poche parole, vorrei liberarmi:

-       - dalla voglia di sentire ancora per un attimo solo il calore di un abbraccio di mio padre,
-       - dalla sensazione di inadeguatezza, che mi accompagna come un’amica dai tempi dell’asilo,
-       - dalla voglia incontrollabile di cioccolato, che mi assale verso le quattro del pomeriggio,
-       - dall’ansia di avere qualche male oscuro e incurabile,
-       - dal desiderio di fuga, e dal senso di colpa nel provarlo,
-       - dal giramento di coglioni che provo ogni volta che sento, nella stessa frase, la parola ‘autismo’ e il verbo ‘curare’,
-      -  dall’incredulità che mi annebbia ogni volta che qualcuno fa o dice qualcosa per ferirmi, perché se c’è una cosa che io non riuscirò mai a fare è far del male a una persona,
-       - dalle persone disoneste, da quelle pretenziose e da quelle che votano Lega,
-       - dalla mia noia e dalla mia infinita pigrizia,
-       - dai miei famosi dieci chili in più,
-        - dalla malinconia,
-       - dallo schifo che provo davanti al pollo crudo, o a un uomo che tratta male una donna,
-       - dalle mie perplessità nei confronti dell’agopuntura, del sushi e del vino rosé,
-       - dalla mia impulsività, che mi ha portato a fare delle scelte giuste, ma anche moltissime cazzate,
-       - dalla vergogna che provo a cantare davanti agli altri,
-       - dalla mia incapacità di tenere qualsiasi pianta in vita per più di un mese,
-       - dalla mia pelle secca.


Viva la Liberazione, dunque!
(E, come sempre, viva Milan).








3 commenti:

  1. Grazie per aver condiviso questo pensiero, fa venir voglia di stilare una lista del genere e liberarmi!

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  2. Ciao Marina (mi sono presa il permesso di darti del tu)
    Ho scoperto il tuo blog ieri e me lo sto leggendo con un grandissimo piacere, anno dopo anno. Sei una donna vera e meravigliosa.
    La tua lista è molto simile alla mia quasi al 100 percento se non fosse che mi stai insegnando tu che cosa è l' autismo nel modo più autentico e i chili da cui liberarsi, nel mio caso, sono più di dieci :-)
    Continuo con la mia lettura. Un abbraccio

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