Diario di bordo: primo giorno.









C’è poco da fare: andare in vacanza con Luca è difficile: è difficile stare in albergo, difficile andare in spiaggia (che odiamo tutti e due), difficile portarlo appresso a fare shopping o a fare i turisti. E poi abbiamo i due cani: cosa ne facciamo dei due cani d’estate? Per quanto tutto questo sia vero, non è neanche giusto che le ragazze non facciano vacanze per colpa di Luca, ovviamente. Per cui il programma estivo, ideato da me, è il seguente: Sofia va per un mese a lavorare al campo estivo lontano da casa che le piace tanto, poi torna per due giorni e riparte per la Danimarca con la sua amica. Dan e Emma vanno al mare, a Cape Cod, che, dopo Walt Disney e i serpenti nel letto, è il mio incubo ricorrente più allucinante. Io, Luca e i cani (due) stiamo nella nostra casetta di Becket, tra i boschi e i laghetti della parte più a ovest del Massachusetts.

Stare da soli con Luca ha dei vantaggi: è una persona estremamente tranquilla, e affettuosa (fin troppo, direi), sempre di buon umore, non fa la spia se dovesse mai venirmi in mente di fumare in casa e non mi sveglia presto alla mattina, perché preferisce stare in camera sua con la porta chiusa a fare quelle cose che gli adolescenti fanno, nudi, di nascosto dalla mamma. Poi, essere in due è molto più semplice che essere in cinque: si pulisce in fretta la casa, da mangiare si fa in un attimo, il bucato due volte la settimana, e non si deve stare sempre a fare compromessi su cosa vuole fare uno e cosa vuole fare un altro: se si è in due (specialmente se l’altro è Luca) decido io e basta.

Stamattina ci siamo svegliati verso le 9, tutti e due di ottimo umore. Abbiamo fatto colazione insieme e gli ho chiesto cosa volesse fare. Ha risposto quello che risponde ogni volta che gli faccio quella domanda: PIZZA. Perfetto, gli ho detto: dopo andiamo a comprare gli ingredienti. 

Gli parlo come se mi capisse perché non si sa mai, anche se è molto probabile che sia un’illusione mia e forse anche di chi, come me, vive con una persona autistica da quasi vent’anni. Domande senza risposte, commenti senza risposte, proposte senza risposte. Va benissimo così.

Dopo la colazione mi sono messa un po’ a lavorare mentre lui è andato in camera sua ad ascoltare la stessa canzone che ascolta ormai da mesi. Poi ho messo un po’ in ordine, ho aiutato Luca a farsi la doccia, a lavarsi i denti, a vestrisi, a farsi il letto e a passare la scopa elettrica in camera sua; ho fatto la doccia io e poi siamo usciti.

I primi segni di civiltà, da casa nostra, si intravedono a circa venti minuti di macchina, che abbiamo fatto cantando sempre la stessa canzone, cantata modestamente dalla sottoscritta.
Fa così:

“Good morning, good morning, good morning to you!  (rip. 2 volte)
The day is beginning there’s so much to do!
Good morning, good morning mister Shmoo!” A questo punto scoppia la risata di Luca, seguita da un chiarissimo “MORE!”, e si ripete da capo. 

Avvistato McDonalds, Luca ha cambiato idea sul menù e ha annunciato FRENCH FRIES: e tre minuti dopo eravamo lì a ordinarle, con il suo solito panino con il pesce e il latte al cioccolato. Io, che sono schifiltosa, ho saltato il pasto. Siamo poi andati al supermercato per comprare gli ingredienti per la pizza da fare per cena, e siamo rientrati, sulle note di Good Morning, verso le 14:30.

Con Luca le conversazioni sono limitatissime: ogni tanto esce dalla sua stanza per dire: “LUCA LOVES MOMMY!” e abbracciarmi, ogni tanto perché vuole il latte al cioccolato, qualche volta perché deve andare in bagno e qualche volta perché l’iPad è scarico e lui non sa come fare. Qualche volta esce dalla sua camera per dirmi: Come with me, che sembra un invito gentile, ma in realtà è un ordine. A volte dice ROCK AND ROLL, e continua a dirlo fino a quando non lo ripeto io. Non lo posso ripetere con la voce normale, ma devo farla un po’ roca, tipo Tom Waits. Non so perché, ma a lui piace così. 
Fine delle conversazioni con Shmoo.  

Verso le 16 siamo andati a fare una passeggiata di una mezz’oretta, durante la quale non ha fatto che ripetere ROCK AND ROLL! ROCK AND ROLL! Gli ho ricordato che, a differenza di lui, io non sono autistica, e faccio fatica a ripetere sempre le stesse cose, tutto il giorno. Lui si è fermato un attimo, come se stesse cercando di capire il mio punto di vista, e mi ha risposto: ROCK AND ROLL. “Ok, Shmoo, Rock and Roll to you too, my love”. Era felice così. Ha camminato bene, oggi, senza cercare di scappare a casa, come fa di solito.

Sarà una settimana lunga, io e lui da soli. Anche i topi, che in questi mesi hanno infestato la nostra casetta, se ne sono andati, stufi anche loro della stessa canzone, delle stesse frasi, della ripetititvità ossessiva classica delle persone come mio figlio. Pongo tutte le mie speranze nell’orso che ieri sera ha ravanato nella pattumiera. Conto, entro giovedì, di cospargermi di miele e dormire sull’amaca, e lasciare che il destino faccia il suo corso.

Stasera, ovviamente, pizza. Il vino bianco è in fresco e spero di non finire le 5 bottiglie prima della fine della settimana, quando tornano Dan e Emma belli abbronzati a raccontarci come è andata al mare.




1 commento:

  1. Non ci si stanca mai di leggere questi racconti. Per noi lettori è facile anche sorridere. Ma come faccia Marina a raccontarli con nonchalance, resta incredibile. La simpatia che emana, anche da Luca, contagia e fa sdrammatizzare altri problemi. Auguro a Marina, Luca e cani una vacanza serena. Brindo idealmente con un calice del vino che tiene in frigo. Il solo fatto che apprezzi il "nettare degli dei" fa salire di tanti altri punti le sue, già alte, quotazioni. saluti da una lettrice lombardo-veneta

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