Fastidio






Noi tutti facciamo parte dello zero virgola zero zero due della popolazione mondiale che ha tutto o quasi. Abbiamo un'intelligenza che ci permette di fare cose interessanti. Abbiamo il privilegio, nella vita, di fare scelte. Abbiamo una casa, da mangiare, la macchina, il telefonino, le scarpe della festa, gli amici, gli affetti, la torta al compleanno, i vestiti per tutte le stagioni, gli ex fidanzati, il film preferito. Abbiamo, come si suol dire, il culo nel burro. Lamentarci è davvero un insulto alla miseria umana.
Eppure.
Eppure ci sono delle cose che, come spesso dice il mio amico Luca Bottura, ci danno fastidio e che, messo un attimo da parte quel senso di privilegio che ci portiamo dietro, ci fanno salire la pressione. Ho deciso di farne una lista, che vi invito a fare vostra aggiungendoci quello che volete:

Gli ignoranti che te la vogliono spiegare.
Dan che non risponde mai al telefono.
Gli juventini.
Il fuso orario.
Il momento in cui ti accorgi di avere finito il caffè.
Il vento freddo.
Quando ti sei appena seduta per fare qualcosa e vieni interrotta dodici volte.
Le persone che vogliono essere mie amiche perché sono la figlia di.
Quando finisce l'acqua calda e sono sotto la doccia con il balsamo.
Le volte che devi spiegare che ruba le patatine dal piatto degli altri perché è autistico.
Aspettare l'autobus da sola.
Svegliarsi di notte e non riuscire a riprendere sonno.
(Dan che non risponde mai al telefono l'ho già detto?)
Quando scopro che qualcuno mi aveva detto una palla.
La distanza da Milano.
L'Internet che c'è ma è lentissimo.
Fare il bucato e vuotare la lavastoviglie.
Capire che la cosa migliore da fare, a volte, è accettare il compromesso.
Sapere che qualcuno è incazzato con me.
Il rumore stridente che faceva Emma quando studiava il sassofono.
Accettare il fatto di invecchiare.
Trump e tutti quelli che lo hanno votato.
Aver capito di aver sbagliato.
Sapere che hanno visualizzato eppure non rispondono.
La musica country.
Gli uomini che fanno battute sulle donne e poi dicono: "Scherzavo!"
(Dan che non risponde mai al telefono l'ho già detto?)
Non trovare una penna, oppure trovarla e non funziona.
Essere gentile con l'agente che mi fa mille domande con quel tono da stronzo al controllo passaporti di Boston o di New York.
Le persone che cercano di spiegarmi com'è l'America, veramente. O l'Italia.
I vicini di posto in aereo o in treno che vogliono fare conversazione.
Non trovare parcheggio quando sono in ritardo.
Andare dal dottore che mi misura la pressione e io che dico di essere ipocondriaca e infatti la pressione è altissima ogni volta.
Non trovare un bel libro da leggere.
Le resse.
Le mestruazioni.
Scoprire di essere ingrassata dalle foto dell'anno prima.
Quando finisce una serie TV.
Il Movimento Cinque Stelle.
Il marroncino e le alghe dell'oceano Atlantico.
Aver perso il fogliettino con un numero di telefono importantissimo.
Cambiare borsetta.
Quando entra qualcosa in un occhio.
Sporcarmi la camicia due minuti prima di un incontro importante.
La puzza di piedi degli altri.
(Dan che non risponde mai al telefono l'ho già detto?)








2 commenti:

  1. L'ansia.
    Le persone che non ci sono più e ..non rivedremo più.
    I pensieri, che arrivano e non se ne vanno..MAI.
    Pagare un botto di tasse per avere servizi scarsi.
    Non vivere in un Paese con un welfare dignitoso.
    Il mare troppo lontano.
    Gli amici troppo lontani.
    La borsa in cui non trovo mai le chiavi della macchina e di casa.

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  2. Gli animalisti, così sensibili verso ogni creatura, da esser pronti ad imbracciare il mitra per sterminare chiunque non la pensi come loro.
    I vegani, così idilliaci verso ogni forma del creato, da esser pronti a passare le munizioni a quelli di sopra.
    E quelli che dicono che ha ragione il sindaco di Ventimiglia ad aver vietato di dar da mangiare ai migranti che poi si trovano troppo bene nella loro disperazione e magari si riproducono pure.
    Che poi ci tocca castrarli.
    Questi non mi danno solo fastidio, ma mi mettono disagio al solo pensiero di essere loro contemporaneo.

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