HAIRCUT!









Premessa: se c’è una cosa di cui Luca ha paura è andare dal barbiere. Odia il rumore della macchinetta, odia che una persona che non conosce che gli tocchi la testa, odia stare in un posto che non conosce. Per lui è un incubo. Fine premessa.

Domenica ho provato a tagliare i capelli a Luca con la macchinetta. In passato era davvero un’impresa: ci volevano due persone per distrarlo, e era matematico che dalla paura si facesse la pipì addosso. Ultimamente le cose sono un po’ cambiate, e domenica ho voluto vedere come sarebbe andata a finire. Luca è stato bravissimo: ascoltava ridacchiando una cover orrenda di Berta Filava. Io invece per sbaglio gli ho fatto una piazza proprio sopra l’orecchio sinistro. Un disastro. Fortunatamente lui, che è autistico, se ne frega e fortunatamente gli piace mettersi il cappellino dei Red Sox.

Il giorno dopo ho scritto al suo insegnante, spiegando la situazione. Ultimamente erano loro a fare da barbieri: nella loro scuola hanno creato in una stanza un finto barbiere, con la sedia tipica, lo specchio e tutto per de-sensibilizzare Luca e i suoi compagni, altrettanto fifoni. Di solito è Big Mike, uno degli insegnanti di Luca che peserà un paio di quintali, a fare da barbiere, quindi ho chiesto se lui e Adam avessero tempo di “migliorare la situazione capelli di Luca”. “Certamente!”, mi risponde Adam. “Big Mike ha il tocco magico!”.

Infatti Luca torna a casa con i capelli più corti. Mando subito un’email a Adam per ringraziare, ma poco dopo noto dei segni rossi sul collo di Luca. Uno in particolare mi sembra proprio un taglio. Ho pensato che magari non era riuscito a stare fermo. Capita, a volte. Eppure mi sembravano dei segni particolarmente rossi, e poi tanti, e poi quello in basso a sinistra era proprio lungo lungo.
Quando è tornato dall’ufficio ho chiesto a Dan di guardare e anche lui ha detto: “Hmmm, strano che non ci abbiano detto niente. Di solito quando succede un incidente, anche minimo, la scuola ce lo comunica…”.

Poi la giornata à andata avanti bene. La sera, per pigrizia, io e Dan abbiamo deciso di non cucinare e di portare Luca e Emma da Regina’s pizzeria, dove la fanno buona. Luca era di ottimo umore, anche se il suo iPad faceva un po’ di capricci a rimanere carico. Abbiamo mangiato con calma. Il martedì, abbiamo scoperto, c’è una specie di clown che fa tutte le forme con i palloncini, quelli lunghi colorati, ed è venuto al nostro tavolo a intrattenere Emma, che si è divertita un sacco.

Poi siamo tornati a casa. Luca era sempre di ottimo umore. Mi ha chiesto di andare in camera sua a caricare l’iPad e ho notato che ci metteva un po’ di tempo prima che spuntasse la mela di Apple. Ma comunque Luca mi sembrava tranquillo: mi ha chiesto di coricarmi con lui e di cantargli una canzone, cosa che ho fatto con piacere. Di solito si agita molto quando il suo iPad funziona male, ma ieri sera no, tanto che quando sono scesa, ho commentato con Dan che Luca mi sembra diventato più paziente. Poi però l’iPad continuava a scaricarsi, e ogni volta Luca scendeva in sala per dircelo: sarà sceso una decina di volte, ma stranamente manteneva sempre il buon umore.

Non l’undicesima.

È arrivato, si è seduto di fianco a me, mi ha preso una ciocca di capelli e me l’ha tirata fortissimo. Io gli dicevo: “No, Luca, please, don’t hurt me!”. Dan si è alzato per fermarlo, e Luca mi ha preso il braccio e me l’ha graffiato forte, da sangue. Continuava a dire sorry, sorry, ma non riusciva a frenare la sua rabbia e la sua violenza nei miei confronti. Mi sono spaventata moltissimo. Ho immediatamente pianto, non tanto per il dolore fisico, ma per il crack che l’ennesima crepa ha fatto sulla mia povera aorta. Erano anni che Luca non faceva una cosa del genere.

Anni.

Dan l’ha portato di sopra e Luca si è precipitato il bagno, ha preso la macchinetta per tagliare i capelli e si è messo a urlare HAIRCUT! HAIRCUT!
A noi si è gelato il sangue nelle vene. Perché io mi fido ciecamente di Adam e di Big Mike, ma il dubbio che abbiano perso la pazienza e abbiano trattato male Luca e quindi lo abbiano anche per sbaglio tagliato ci ha assalito immediatamente. E se Luca ci voleva dire che quando gli tagliavano i capelli è stato maltrattato? E se ci voleva dire che ha avuto paura? Che ne sappiamo noi.

Questi dubbi, questa sua incredibile vulnerabilità sono la sua vera disabilità. Poi certo, Adam o Big Mike negheranno e la loro parola sarà molto più credibile di quella di Luca. Anche se lo sappiamo tutti che Luca non dice bugie. Una volta un terapista mi ha detto : “Ma tu non puoi credere a quello che ti dice Luca!”.

Mi ha messo la pulce nell’orecchio e da allora credo solo a Luca.
Senza prove, mai.




4 commenti:

  1. Non deve essere per niente facile. Non è facile con i figlioli non autistici, figuriamoci con Luca.

    RispondiElimina
  2. ho un bambino down, è ancora piccolo,è sempre con noi. La mia preoccupazione maggiore è che possa subire delle violenze e che non riesca a raccontarcelo. Leggere quelli che è successo a Luca mi fa una rabbia incredibile, sarei capace veramente di qualcosa di brutto se avessi la conferma di qualche sopruso.

    RispondiElimina
  3. ho un bambino down, è ancora piccolo,è sempre con noi. La mia preoccupazione maggiore è che possa subire delle violenze e che non riesca a raccontarcelo. Leggere quelli che è successo a Luca mi fa una rabbia incredibile, sarei capace veramente di qualcosa di brutto se avessi la conferma di qualche sopruso.

    RispondiElimina
  4. Marina, leggo questo blog con immenso piacere.
    Sono il papà di due bimbi autistici.
    Grazie di condividere tutto questo.

    RispondiElimina